Villa Castelbarco – Vaprio d’Adda

75 ettari di parco con l’Adda ed il naviglio martesana a segnarne il confine.

Il ninfeo

Il ninfeo

E’ questo il contesto naturalistico in cui è inserita una delle ville di delizia più vaste arrivate fino a noi ed ancora da valorizzare come merita. Ipotesi vogliono che la villa nasconda le fondamenta di un antico monastero vallombrosiano, sulle quali è sorta a partire dal ‘600. A volerla è il conte Simonetta, famiglia potentissima all’epoca e già famosa per la splendida villa omonima a Milano. Interni barocchi ed un bosco sconfinato inducono anche Maria Teresa d’Austria a dichiararla riserva di caccia ed il duca Ferdinando II, governatore di lombardia, spesso viene qui in villeggiatura. La musa del Parini, Francesca Simonetta, sposa cesare Castelbarco e da questo momento la villa acquista il cognome che porta ancora oggi. Il Castelbarco nel 1804 da il via ad imponenti ampliamenti creando anche il piccolo tesoro nascosto della villa: i sotterranei. Sono cinque stanze tematiche con la sala del mare, rinascimentale, etrusca, romana ed egizia,alle quali si aggiungono l’oratorio e le grotte ipogee. Visitabili, questi ambienti erano dotati anche di giochi d’acqua, purtroppo oggi non più funzionanti, che la fanno sorella di Villa Litta a Lainate.

Pin It

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *